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Donne in architettura: Agnes Magnell (1878 – 1966) – di Carlo Gibiino

Le donne hanno sempre dimostrato la loro passione e il loro talento per il design e l’architettura in una professione dominata dagli uomini. È paradossale che persino nel XXI secolo l’architettura possa ancora rappresentare un percorso di carriera impegnativo per le donne, e l’ineguaglianza di genere continua ad essere motivo di preoccupazione. Il ruolo che le donne hanno giocato nell’architettura è stato storicamente trascurato e la rigida struttura della società ha schiacciato i loro contributi tendendo a trascurali. Tuttavia, ci sono donne architette che, sfidando i pregiudizi della professione, hanno avuto un profondo impatto sull’architettura come la conosciamo oggi. In questa nuova rubrica celebriamo donne il cui impatto nel mondo dell’architettura è incommensurabile. Hanno aperto la strada a generazioni di architetti donne e hanno dato un grande contributo all’architettura internazionale. La lista, ovviamente, non è esaustiva e molti nomi importanti possono essere lasciati fuori e per ciò chiedo venia.

Questa rubrica vuole solo essere una piccola finestra su una lunga lista di leggendarie donne in architettura.

 

  1. Agnes Magnell (1878 – 1966)

Agnes Magnell è stata la prima donna in Svezia ad essere ammessa al Royal Institute of Technology per studiare architettura, nonché la prima donna architetto svedese.

Agnes Magnell proveniva da una famiglia benestante, suo padre era ufficiale e proprietario terriero, iniziò gli studi artistici nel 1894 al Konstfack di Stoccolma e fu incoraggiata da uno dei suoi insegnanti a fare domanda per studiare architettura al Royal Institute of Technology. Sebbene in linea di principio le donne non potessero studiare nell’istituto, fu fatta un’eccezione dopo che suo padre scrisse una richiesta formale al Re in Consiglio, fu la prima donna ad essere ammessa alla scuola allo scopo di studiare architettura. Ha studiato al Royal Institute of Technology per quattro anni; nell’ultimo anno di studi ha incontrato e sposato un ingegnere di nome Schmitt e ha trascorso un po di tempo a lavorare con il marito alla progettazione torri idriche e centrali elettriche. Non si è mai laureata e dopo alcuni anni ha smesso di lavorare attivamente per diventare una casalinga, la torre dell’acqua di Sala è un esempio del suo lavoro.

Solo nel 1921 le donne ottennero l’accesso all’università alle stesse condizioni degli uomini. C’era anche una certa resistenza da parte degli studenti maschi, infatti le studentesse di architettura erano spesso soggette a discriminazioni sulle riviste studentesche. Le prime donne architette progettarono case, strutture per l’assistenza e scuole e, più raramente, edifici pubblici e monumentali.

 

 

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