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Donne in architettura: Gae Aulenti (1927 – 2012) – di Carlo Gibiino

Le donne hanno sempre dimostrato la loro passione e il loro talento per il design e l’architettura in una professione dominata dagli uomini. È paradossale che persino nel XXI secolo l’architettura possa ancora rappresentare un percorso di carriera impegnativo per le donne, e l’ineguaglianza di genere continua ad essere motivo di preoccupazione. Il ruolo che le donne hanno giocato nell’architettura è stato storicamente trascurato e la rigida struttura della società ha schiacciato i loro contributi tendendo a trascurali. Tuttavia, ci sono donne architette che, sfidando i pregiudizi della professione, hanno avuto un profondo impatto sull’architettura come la conosciamo oggi. In questa nuova rubrica celebriamo donne il cui impatto nel mondo dell’architettura è incommensurabile. Hanno aperto la strada a generazioni di architetti donne e hanno dato un grande contributo all’architettura internazionale. La lista, ovviamente, non è esaustiva e molti nomi importanti possono essere lasciati fuori e per ciò chiedo venia.

Questa rubrica vuole solo essere una piccola finestra su una lunga lista di leggendarie donne in architettura.

Gae Aulenti a Palazzo Grassi di Venezia nel 1986
  1. Gae Aulenti (1927 – 2012)

E’ stata una designer e architetto italiana, maggiormente appassionata di allestimento e restauro architettonico. Nasce in provincia di Udine dall’unione di Aldo Aulenti, di origini pugliesi, e Virginia Gioia, napoletana di origini calabresi. Il nome Gae è il diminutivo di Gaetana, imposta come lei stessa ricorda “da una nonna terribile”. Nel 1953 si laurea in architettura al Politecnico di Milano, dove consegue anche l’abilitazione alla professione. Ma la sua formazione in campo architettonico avviene nella Milano degli anni ’50, quando l’architettura italiana cerca di recuperare quei valori architettonici del passato che aveva perso. Il risultato è il movimento del Neoliberty di cui Gae Aulenti farà parte per sempre.

Palazzo Branciforte, Palermo, 2012, restauro e trasformazione in polo culturale polifunzionale. Fonte Ansa

Il suo primo progetto è però per Adriano Olivetti, uno showroom Olivetti a Parigi e subito dopo a Buenos Aires. Da allora Gae Aulenti si sposta in tutta Europa, in America, in Giappone, in Cina. Nel 1955 entra a far parte della redazione di Casabella-Continuità, diretta da Ernesto Nathan Rogers, dove rimarrà per dieci anni fino al 1965, mentre all’università diventa assistente prima di Giuseppe Samonà (dal 1960 al 1962) che insegna Composizione Architettonica all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia , e poi dello stesso Ernesto Nathan Rogers che insegna composizione Architettonica al Politecnico di Milano.

Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, 2006, foto Yasu

Nel 1972 prende parte all’esposizione “Italian: The new Domestic Landscape” pensata ed organizzata da Emilio Ambasz, che ha luogo al MoMA, e altri designer e architetti la cui notorietà cominciava a farsi largo come: Marco Zanuso, Richard Sappe, Joe Colombo, Ettore Sottsass, Gaetano Pesce, Archizon, Superstudio, Gruppo Strum e 9999.

Arredo urbano di Piazzale Cadorna e ridefinizione della facciata della sede delle Ferrovie Nord di Milano, 2000, Fonte: Getty Images

Fra le sue opere, segnate dal recupero dei valori del passato e dalla nuova corrente del Neoliberty proprio come reazione a quel razionalismo imperante, spicca la realizzazione del Museo d’Orsay, con il tema floreale delle lunette della volta (1980-86), e la lampada Pipistrello della Martinelli Luce (1963), che ha richiami, non a caso, all’Art Nouveau. Ma lavora anche a Palazzo Grassi, all’Asian Art Museum di San Francisco, all’allestimento del Museo Nazionale d’Arte moderna del Centre Georges Pompidou di Parigi, al progetto di Piazzale Cadorna a Milano, al Museo d’arte catalana di Barcellona e alle ex Scuderie del Quirinale.

Lampada “Pipistrello” della Martinelli Luce, 1963 Fonte: Ansa

Nel 1984 viene nominata corrispondente dell’Accademia Nazionale di San Luca a Roma, dal 1995 al 1996 è presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera e nel 2005 costituisce la Gae Aulenti Architetti Associati.

Il 16 ottobre 2012, pochi giorni prima della sua morte, viene insignita del premio alla carriera, che le viene consegnato dalla Triennale.

Riqualificazione della Gare d’Orsay (Laloux) e allestimento del Museo d’Orsay di Parigi, 1980/86, fonte: depositphotos

Molti i premi e i riconoscimenti che ha ottenuto Gae Aulenti, fra cui la Legion d’Honneur della Repubblica francese, il premio speciale per la Cultura della Repubblica Italiana e il titolo di commandeur dans l’ordre des Artes et des Lettres. Fra i ruoli che ha ricoperto quello di presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera.

Ristrutturazione del Palavela di Torino per le Olimpiadi invernali Torino 2006, fonte Artribune
Museo nazionale d’arte catalana di Barcellona, 1985/2004, Fonte: Getty images

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