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Voglio un centro storico così !!! – di Carlo Gibiino

Finalmente il centro storico di Caltanissetta vive e rvive di colori, musica, festa, e i nisseni non si tirano indietro, una piazza gremita di persone di tutte le età a condividere tutti insieme due giorni magnifici. Complimenti agli autori di questa manifestazione artistica, sò per esperienza, che l’impegno è stato davvero grande. Basta guardare le foto, per chi non è stato presente, per capire l’alto grado di questa iniziativa.  Corrispondenze, scambi, ibridazioni: queste le direttrici principali di un dialogo che ha conosciuto, dalla fine del XIX  secolo a oggi, molteplici linee di sviluppo. Dall’età simbolista alla stagione delle avanguardie storiche, dai fermenti  innovatori degli anni Sessanta e Settanta fino alle manifestazioni più recenti delle discipline, musica e arti performative (teatro, danza, ecc…)  non hanno mai cessato di scrutarsi, confrontarsi, influenzarsi Era da tanto tempo che non vedevo il nostro centro storico così vivo, dal lontano 2006, quando una giovane associazione formata da architetti e artisti, il MAAC (movimento per l’arte e l’architettura contemporanea) di cui il sottoscritto ne fu il fondatore, riempì le vie del centro storico per una settimana con estemporanee, ed interazioni tra arte, sport e cultura, per tre anni consecutivi, di cui le tracce sono ancora oggi ben visibili. In altre parti del globo, queste iterazioni artistiche sono all’ordine del giorno, sono una esperienza sensoriale e visiva normale per i  cittadini, i quali apprezzano e ricambiano. L’arte è espressione della persona, emoziona e produce sensazioni forti, sviluppa capacità di sintonizzarci l’uno con l’altro e con il mondo che ci ospita. Per questo è una risorsa che aiuta a crescere, perché contribuisce a costruire cittadini sensibili e una società umana fondata sull’accoglienza, l’ascolto e il riconoscimento dell’altro, presupposti per migliorare la vita d’insieme.  La nostra associazione è convinta che attorno alla persona e al suo lavoro, di cui l’arte rappresenta una straordinaria espressione, si possano e si debbano indirizzare investimenti importanti per costruire programmi educativi capaci di formare cittadini sensibili e desiderosi di leggere e testimoniare i legami tra persona, cultura, arte e consorzio civile. Quest’educazione, funzionale a comprendere e intrecciare i molteplici linguaggi espressivi della persona attraverso cui costruire una società e un’economia più umane, va rivolta a tutti: bambini e giovani, adulti e anziani, studenti e lavoratori.  Aspettando il prossimo appuntamento, ravvivo i complimenti agli organizzatori di piazzaAcolori.
Carlo Gibiino

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