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Donne in architettura: Jane Drew (1911-1996) – di Carlo Gibiino

Le donne hanno sempre dimostrato la loro passione e il loro talento per il design e l’architettura in una professione dominata dagli uomini. È paradossale che persino nel XXI secolo l’architettura possa ancora rappresentare un percorso di carriera impegnativo per le donne, e l’ineguaglianza di genere continua ad essere motivo di preoccupazione. Il ruolo che le donne hanno giocato nell’architettura è stato storicamente trascurato e la rigida struttura della società ha schiacciato i loro contributi tendendo a trascurali. Tuttavia, ci sono donne architette che, sfidando i pregiudizi della professione, hanno avuto un profondo impatto sull’architettura come la conosciamo oggi. In questa nuova rubrica celebriamo donne il cui impatto nel mondo dell’architettura è incommensurabile. Hanno aperto la strada a generazioni di architetti donne e hanno dato un grande contributo all’architettura internazionale. La lista, ovviamente, non è esaustiva e molti nomi importanti possono essere lasciati fuori e per ciò chiedo venia.

Questa rubrica vuole solo essere una piccola finestra su una lunga lista di leggendarie donne in architettura.

Jane Drew, fotografia di Jorge Lewinski
  1. Jane Drew (1911-1996)

Jane Drew, Dame Jane Beverly Drew, architetto britannico che, con il marito Maxwell Fry, fu una precorritrice nel campo dell’architettura e dell’urbanistica moderna. Prestò grande attenzione all’armonia del design con l’ambiente, una caratteristica che la rese uno degli architetti più amati della Gran Bretagna.

University College, Ibadan, Nigeria, Fotografia RIBA

Laureata alla Architectural Association School di Londra e membro del Modern Architectural Research Group, ha condotto studi specialistici sulla pianificazione della cucina per la British Commercial Gas Corporation (1941-43). Fu attraverso il Modern Architectural Research Group che Drew incontrò Fry. Dal 1944 al 1946 fu assistente consigliere urbanistico del ministro locale per le colonie britanniche dell’Africa occidentale.

A sinistra: University College, Ibadan, Nigeria: passeggiata coperta che collega la sala comune ad una delle camere da letto; a destra: Trenchard Hall, con il blocco dell’amminstrazione nello sfondo

Nel 1946 Drew and Fry, formarono la società Fry Drew and Partners a Londra, concentrandosi sulla pianificazione su larga scala per i paesi tropicali. L’Università di Ibadan (1953-59), in Nigeria, è uno dei tanti edifici che hanno progettato. I loro libri Village Housing in the Tropics (1947, con Harry L. Ford) e Tropical Architecture nella Humid Zone (1956) sono considerati dei classici.

A sinistra: Maxwell Fry e Jane Drew, Mfantsipim School, Cape Coast, Ghana, 1947 / Alfred Edward Savige Alcock; a destra: Come progettare il tuo villaggio (Londra e New York, 1953), copertina

Nel 1951 l’architetto svizzero Le Corbusier invitò Drew e Fry a unirsi a lui nel progetto per costruire Chandigarh, la nuova capitale dello stato del Punjab (dal 1966 capitale congiunta del Punjab e Haryana) in India.

Nuova costruzione a Kigali come parte del piano regolatore della città. fotografia di Killian Doherty

Tra le opere più famose di Drew ci sono l’Institute of Contemporary Arts (1964), Londra; la School for the Deaf (1968), Herne Hill, Londra; l’Open University (1969-77). È stata la prima donna a lavorare nel Consiglio del Royal Institute of British Architects. Nel 1996 è stata nominata Dame of the British Empire.

Institute of Contemporary Arts (1964), Londra, fonte Wikipedia

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