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Donne in architettura: Ethel Mary Charles (25 Mar 1871– Apr 1962) – di Carlo Gibiino

Le donne hanno sempre dimostrato la loro passione e il loro talento per il design e l’architettura in una professione dominata dagli uomini. È paradossale che persino nel XXI secolo l’architettura possa ancora rappresentare un percorso di carriera impegnativo per le donne, e l’ineguaglianza di genere continua ad essere motivo di preoccupazione. Il ruolo che le donne hanno giocato nell’architettura è stato storicamente trascurato e la rigida struttura della società ha schiacciato i loro contributi tendendo a trascurali. Tuttavia, ci sono donne architette che, sfidando i pregiudizi della professione, hanno avuto un profondo impatto sull’architettura come la conosciamo oggi. In questa nuova rubrica celebriamo donne il cui impatto nel mondo dell’architettura è incommensurabile. Hanno aperto la strada a generazioni di architetti donne e hanno dato un grande contributo all’architettura internazionale. La lista, ovviamente, non è esaustiva e molti nomi importanti possono essere lasciati fuori e per ciò chiedo venia.

Questa rubrica vuole solo essere una piccola finestra su una lunga lista di leggendarie donne in architettura.

Ethel Mary Charles (a sinstra) fonte: www.architecture.com

 

  1. Ethel Mary Charles (25 Mar 1871– Apr 1962)

Ethel Mary Charles e sua sorella Bessie Ada Charles sono nate a Calcutta, nel Bengala, in India, da Thomas Edmonton Charles e Ada Henrietta Charles. Entrambe le donne facevano praticandato da Sir Ernest George e Peto, lo studio di architettura di Ernest George e Harold Peto. Nel 1893, entrambi tentarono di continuare la loro formazione frequentando l’Architectural Association School of Architecture, ma gli fu negato l’ingresso. Nonostante ciò Ethel riuscì a completare parte del corso offerto dalla Bartlett School of Architecture, ricevendo riconoscimenti.

Ethel Charles divenne la prima donna architetto ad aderire al Royal Institute of British Architects (RIBA), nel 1898. Tuttavia, il percorso di Ethel per diventare architetto e membro del RIBA non è stato affatto semplice. Un membro ha tentato di ostacolare l’ingresso di Ethel promuovendo una campagna basata sulla premessa che “sarebbe pregiudizievole per l’interesse dell’istituto eleggere una donna membro”.

Casa bifamiliare, Falmouth, Cornwall, England, 1906, fonte RIBA

Nonostante il pregiudizio che Ethel ha incontrato, ha continuato a perseguire una carriera come architetto. Dopo il suo apprendistato con Ernest George, divenne assistente dell’architetto di arti e mestieri Walter Cave, studiando architettura Gotica. Nel giugno 1898, ha superato gli esami RIBA per l’affiliazione. Ernest George ha nominato Ethel e garantito per le sue capacità e abilità, e dopo l’iniziale opposizione, ad Ethel è stata finalmente concessa l’adesione – 51 voti a favore e 16 contrari.

Tuttavia, Ethel, come molte donne designer del periodo, non è stata in grado di ottenere commissioni per progetti su larga scala che continuavano ad essere riservati agli uomini. Di conseguenza, Ethel si è concentrata sull’architettura residenziale spesso commissionata da clienti di sesso femminile e modesti progetti abitativi come le case dei lavoratori.

Cottages fonte, pinterest.com

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