Architettura e design

Dialetti Architettonici (pillole): Colombia la Casa di terracotta di Octavio Mendoza – di Carlo Gibiino

Secondo appuntamento con la rubrica in “pillole”, ovvero una sezione con cadenza pressoché mensile, nella quale porterò esempi di architetture auto progettate ed auto costruite nel mondo. Esempi di architetture particolari, spesso intrisi di arcaismi linguistici, un linguaggio territoriale e locale che spesso molti banalizzano.

Villa de Leyva Colombia, Octavio Mendoza ha costruito un edificio interamente di argilla. Il progettista vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni derivanti dalle costruzioni moderne. Era il mese di luglio 1999. Era notte e la pioggia cadeva incessante su Boyacense di Villa de Leyva. E mentre impastava l’argilla per modellare la sua creazione gli balenò in mente un’idea più audace, ovvero costruire una casa interamente in terracotta. L’architetto Octavio Mendoza si è chiesto “Se ho costruito centinaia di case, edifici e ospedali, e una delle mie passioni è stata la scultura e l’argilla, perché non combinare l’architettura con l’arte?”, .

Si consultò con gli operai che in quei giorni lo aiutavano a costruire una casa di campagna su richiesta di uno dei suoi clienti, e alcuni dei suoi lavoratori, che erano esperti nel mestiere leggendario della ceramica, credendo nell’idea divennero soci di questa avventura.

Nove anni dopo, divenne il più grande progetto in ceramica del mondo. Casa di Terracota, così venne battezzata. “Non è solo una casa di fango, ma rappresenta una costruzione monumentale”, dice l’architetto Bogotano 59 anni, sposato e padre di due figli. Mentre il particolare edificio stava crescendo, pensò ad una sorta di area cucina dove la combustione avviene con il carbonio naturale – dice Mendoza -, il quale inquina molto  meno di altri modi di cottura. Per la costruzione, realizzata interamente in cotto, sono stati utilizzati circa 400 tonnellate di fango.

Terracotta House, o più comunemente conosciuta come “la casa dei Flintstones”, ha una superficie di 500 metri quadrati, si trova alla periferia del villaggio ed è ubicata tra lussuose ville e le verdi montagne che portano al santuario naturale di Iguaque. Oggi, dice il suo creatore, ha di gran lunga una forma di dinosauro, ma in realtà si presenta come una torta gigante di fango, o come un castello dalle strane linee. “Questa è una terra di dinosauri”, dice Mendoza a ricordare che a pochi chilometri è stato rinvenuto un fossile di uno di questi preistorici animali, che qui hanno vissuto. L’abitazione offre alcune comodità moderne, dai pannelli solari ai servizi igienici, lavandini rivestiti in piastrelle a mosaico colorate, soggiorno e zona notte. Il tavolo da cucina e tutti gli utensili sono stati realizzati in argilla, mentre i boccali sono in vetro riciclato e l’illuminazione è stata ricavata da rifiuti abbandonati.

Carlo Gibiino

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