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Greenwashing Architecture… gli edifici sostenibili sono soltanto un mito?

La parola sostenibile è molto in voga in questi tempi e viene usata per molte cose quali piani economici, preparare ricette, e non è una sorpresa che venga usata anche in architettura e in urbanistica. Dovunque si guardi ci sono piani per edifici sostenibili, futuristiche eco-città, o grattacieli sostenibili verticali (vedi bosco verticale), ognuno dei quali promette di salvare il peccato ecologico delle città moderne e riportare gli abitanti in armonia con la natura. Negli ultimi anni gli idealisti più radicali hanno immaginato villaggi green, fattorie verticali nel bel mezzo di grandi città e torri ricoperte di piante. Tutti vogliono costruire con materiali di riciclo, ridurre le emissioni di co2 degli edifici e bilanciare il rapporto tra uomo e natura. La frenesia del “politically correct” genera campo fertile per commercianti e opportunisti che promettono paradisi “artificiali”. Adesso si è venuta a creare un neologismo chiamato “greenwashing”, etimologicamente derivante dalla parola “whitewashing”, ovvero occultare, insabbiare, che descrive tutte le aziende e le corporazioni che si presentano come “environmentally friendly” ( amici dell’ambiente), ma che in realtà non lo sono. Perchè?…perchè essere “green” aiuta a vendere. Dal momento che è molto difficile capire dove stanno le bugie, noi vi diamo una piccola guida:
Niente è più sostenibile o “green” delle piante
Lo sforzo di trasformare edifici quali banche, musei o centri commerciali in pompe ambientali attraverso tetti giardini o muri di piante da sole non hanno senso secondo il paesaggista Wade Graham, autore di “Dream Cities: Seven urban ideas that shape the world”, le città verdi che oggi tanto sognamo, sono più vicine all’idea del controllo della natura piuttosto che alla salvaguardia della stessa. L’alternativa, egli dice, dovrebbe essere quella di indagare sulle reali cause del degrado urbano ed ambientale.
Edifici verdi per tutti
Il nuovo edificio della APPLE nella Silicon Valley, progettata da Sir Norman Foster e Partners, che promette di lasciare liberi l’80% di tutta l’area a disposizione (70 ettari)  al costo di 5 Bilioni di dollari fa presupporre che edifici come questo sono soltanto per gente molto ricca. Graham osserva che nonostante le buone intenzioni di Apple e Foster, il progetto non farà altro che aiutare l’espanzione dell’urbanizzazione di San Francisco. Ci saranno altri grandi edifici a ridosso  dell’autostrada i quali richiederanno parcheggi pubblici e grandi spazi di manovra.
 
Un edificio certificato è più efficiente dal punto di vista energetico
Christopher W. Cheatham, partner in Cheatham Consulting L.L.C dice che certificare un edificio dal punto di vista energetico è un grosso problema a livello mondiale. Tali edifici non lavorano come dovtrebbero, ad esempio un edificio che ha certificato il 40% di risparmio energetico, in realtà ne risparmia circa il 20% o anche meno.
Gli edifici sostenibili salveranno il mondo

Graham dice che guidare un auto ibrida o costruire edifici sostenibili non è abbastanza per salvare il pianeta malgrado l’inquinamento prodotto da automobili ed edifici sia una reale preoccupazione, il vero problema. dice Graham, è un sistema economico basato sulla distruzione della natura trasferendone il costo alle generazioni future.

In conclusione architetti e urbanisti dovrebbero lavorare più alle relazioni tra uomo e natura, e promuovere relazioni umane tra persone che vivono nella stessa città, piuttosto che piantare alberi sui grattacieli. Un esempio ci arriva dal vincitore del Pritzker Prize, Alejiandro Aravena, il quale sembra essere interessato più ad una progettazione partecipata con i residenti, piuttosto che impressionanti edifici tecnologici.

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