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SCIA e conferenza dei servizi, novità nei DLgs sulla riforma della PA

Presentare la SCIA attraverso il modulo standard, senza che l’amministrazione possa richiedere altra documentazione, altrimenti scattano sanzioni disciplinari per i responsabili della PA. E tempi certi per la conferenza dei servizi, semplificata e telematica. Sono le novità presentate in via preliminare nell’ultimo Consiglio dei Ministri, in attuazione della riforma della PA. Il Consiglio dei ministri di ieri sera ha infatti esaminato, in via preliminare, alcuni decreti legislativi in attuazione della delega conferita dal Parlamento per la riforma della pubblica amministrazione. Alcune novità riguardano la Scia, la Segnalazione certificata di inizio attività e la conferenza di servizi e hanno l’obiettivo – hanno ribadito in conferenza stampa il premier Matteo Renzi e il ministro Marianna Madia – di semplificare il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione e di accorciare i tempi di autorizzazione.I decreti legislativi andranno in Parlamento per ricevere osservazioni e poi saranno varati in via definitiva dal Consiglio dei Ministri. Quanto ai tempi: ci vorranno circa tre mesi, ha precisato il presidente del Consiglio, per il via libera definitivo.
La Scia – Segnalazione certificata di inizio attività
Presentare in un unico ufficio, anche in via telematica, un unico modulo standard e valido in tutto il Paese. È quanto si tenta di attuare. La pubblica amministrazione destinataria della SCIA pubblicherà sul proprio sito istituzionale il modello unificato e standardizzato e indicherà l’ufficio unico al quale il cittadino dovrà recarsi. La richiesta da parte della PA di documenti ulteriori rispetto a quelli previsti sarà considerata inadempienza sanzionabile sotto il profilo disciplinare.Sul fronte SCIA, è stato varato un primo provvedimento di tipo generale, poi ci saranno ulteriori novità di dettaglio. «Ieri abbiamo approvato in via preliminare la norma generale sulla SCIA, a questa norma seguiranno poi gli elenchi puntuali dei procedimenti che oggi necessitano di autorizzazione espressa e di quelli che invece non prevedono autorizzazione espressa», ha spiegato il ministro per la Semplificazione e la

Pubblica Amministrazione, Marianna Madia.

Conferenza dei servizi
Vengono introdotte la conferenza dei servizi semplificata, che non prevede riunioni fisiche, ma solo l’invio dei documenti per via telematica, e la conferenza simultanea con riunione (anche telematica) che si svolge solo quando è strettamente necessaria. In entrambi i casi si considera acquisito l’assenso delle amministrazioni che non si sono espresse. Il tempo massimo di risposta previsto è di 5 mesi.I due decreti legislativi, quello sulla Scia e quello sul riordino della conferenza dei servizi, vanno letti insieme. È dal loro intreccio che scaturisce la vera novità che il Governo ha voluto introdurre, spiega ancora il ministro Madia. «Oggi – dice – di fatto le cose si possono fare con SCIA solo formalmente, poi hanno una serie di sub-procedimenti che necessitano di autorizzazioni espresse. La novità è che il cittadino presenta un modulo che è lo stesso in tutta Italia in un unico ufficio dell’amministrazione, che non può richiedere altri documenti rispetto a quanto previsto in quel modulo e sarà quell’ufficio a convocare la conferenza dei servizi. Avendo dato alla conferenza dei servizi tempi certi, abbiamo certezza che anche il meccanismo della Scia giri, e dia al cittadino certezza di tempi».

Per approfondire: www.governo.it

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