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Carta canta

L’Italia ha ratificato insieme ad altri nove Stati della Comunità Europea nell’anno 2006 “la Convenzione Europea del Paesaggio”, la quale definisce in maniera univoca la definizione di paesaggio, disponendo con dei provvedimenti in tema di riconoscimento e tutela che gli stati membri si impegnano ad applicare.
La suddetta  convenzione ha definito le politiche, gli obiettivi, la salvaguardia e la gestione relativi al patrimonio paesaggistico nonché la sua importanza culturale, ambientale, sociale e storica quale componente del patrimonio europeo. Il paesaggio è descritto come l’aspetto formale, estetico e percettivo dell’ambiente e del territorio.Pertanto la tutela necessita per indicare l’immagine del territorio poiché esso è costituito da motivi naturali dinamici e in evoluzione con cui l’uomo si correla nel definire una propria immagine nell’area geografica tipica.Il paesaggio si  colloca bene antropologico, culturale e di salubrità in genere. 
A questo proposito mi chiedo se la provincia di Caltanissetta appartiene alla Comunità Europea, visto che la tutela del paesaggio è solo una chimera. Un elemento che provoca l’orribile spettacolo della deturpazione paesaggistica è il “classico” serbatoio per l’acqua potabile posto inevitabilmente sui tetti dei centri storici, denuncia lo squallore e la superfetazione evidente delle nostre città. Il serbatoio veniva prodotto con il colore azzurro, da pochi anni è diventato grigio chiaro, ma no cambia assolutamente niente sempre serbatoio resta.
L’appello dello scrivente è indirizzato a chi deve controllare il territorio, senza condizionamenti di competenze, responsabilità e bla, bla, bla.    
Giovanni Santagati

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